PALAZZO CHIGI: CDM approva decreto-legge a sostegno lavoratori ex ILVA e indotto

PALAZZO CHIGI: CDM approva decreto-legge a sostegno lavoratori ex ILVA e indotto

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, ha approvato il Documento Programmatico di Bilancio (DPB) 2027.

Il Documento conferma tutti gli obiettivi programmatici indicati nel Documento Programmatico di Finanza Pubblica (DPFP), come approvato dalle Camere, e, in particolare, il tasso di crescita dell'indicatore della spesa netta. Tale tasso, inclusivo dell'utilizzo degli spazi di bilancio connessi all'attivazione della clausola di salvaguardia nazionale in materia di difesa ed energia, è pari al 3,3 per cento nel 2027 e all'1,7 per cento nel 2028. Nel 2029, l'indicatore è previsto allo 0,2 per cento. Al netto degli impieghi derivanti dall'utilizzo della suddetta clausola, il tasso di crescita annuo della spesa netta è previsto all'1,9 per cento nel 2027, all'1,7 per cento nel 2028 e all'1,5 per cento nel 2029, rispettando i limiti previsti dalla raccomandazione del Consiglio.

EX ILVA: LAVORATORI E RILANCIO INDUSTRIALE DI TARANTO
Misure urgenti a sostegno dei lavoratori dell'ex ILVA, dell'indotto e per il rilancio industriale del territorio (decreto-legge)
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni e dei Ministri delle imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, del lavoro e delle politiche sociali Marina Calderone e dell'ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti a sostegno dei lavoratori dell'ex ILVA e dell'indotto, per la salvaguardia della funzionalità degli impianti dell'area a caldo e per il rilancio industriale del territorio.

Dal 1° ottobre 2026 al 30 giugno 2027 è riconosciuta un'integrazione al reddito, con la relativa contribuzione figurativa, ai lavoratori delle imprese dell'indotto che sospendono o riducono l'attività in conseguenza della sospensione o della riduzione dell'attività produttiva di un'impresa in amministrazione straordinaria con almeno uno stabilimento di interesse strategico nazionale, nonché ai dipendenti di ADI Servizi Marittimi S.r.l. in amministrazione straordinaria. L'integrazione è erogata direttamente dall'INPS, con una procedura di accesso semplificata. Il collegamento con la crisi dell'impresa committente è riconosciuto in presenza di monocommittenza o di rapporti contrattuali prevalenti con la stessa, certificati dai commissari straordinari.

Il trattamento di cassa integrazione guadagni straordinaria dei dipendenti di Acciaierie d'Italia S.p.a. in amministrazione straordinaria è integrato con ulteriori risorse, anche ai fini della formazione professionale in materia di bonifiche. I lavoratori possono inoltre essere impiegati in lavori di pubblica utilità, sulla base di convenzioni con le amministrazioni pubbliche operanti sul territorio. I beneficiari delle misure di sostegno al reddito sono iscritti al Sistema informativo per l'inclusione sociale e lavorativa (SIISL) e sottoscrivono il patto di attivazione digitale e il patto di servizio; il rifiuto ingiustificato di un percorso di formazione o di un'offerta di lavoro congrua comporta la decadenza dal trattamento.

Ai datori di lavoro privati che, dal 1° novembre 2026 al 31 dicembre 2027, assumono con contratto a tempo indeterminato dipendenti di Acciaierie d'Italia S.p.a. e di ILVA S.p.a. in amministrazione straordinaria è riconosciuto l'esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico, al quale si aggiunge un contributo per ciascun lavoratore assunto. Il beneficio è subordinato al mantenimento in servizio del lavoratore, all'assenza di licenziamenti nella medesima unità produttiva nel periodo precedente l'assunzione e alla corresponsione di un trattamento economico non inferiore al cosiddetto "salario giusto". Ne sono esclusi i datori di lavoro collegati alle società in amministrazione straordinaria e quelli che ne acquisiscono i complessi aziendali.

I commissari straordinari di ILVA S.p.a. e di Acciaierie d'Italia S.p.a. in amministrazione straordinaria sono autorizzati a mantenere in condizioni di riscaldo gli impianti dell'area fusoria, in modo da non pregiudicarne irrimediabilmente la funzionalità, fino alla pubblicazione della motivazione della pronuncia della Corte di cassazione relativa all'impugnazione dell'inibitoria della continuazione dell'attività produttiva e, in ogni caso, non oltre il 15 dicembre 2026. Restano fermi, anche in assenza di attività produttiva, gli obblighi del gestore di monitoraggio delle immissioni in atmosfera.

Per salvaguardare la funzionalità degli impianti siderurgici, nelle more della procedura di vendita in corso, è inoltre autorizzato il trasferimento diretto ad Acciaierie d'Italia S.p.a. in amministrazione straordinaria dell'ultima quota del finanziamento già previsto in suo favore, a titolo oneroso e in conformità alla disciplina europea in materia di aiuti di Stato.

Per il rilancio industriale del territorio, il Ministero delle imprese e del Made in Italy raccoglie e coordina le manifestazioni di interesse per investimenti privati nelle aree ex ILVA e nelle aree del demanio marittimo e militare attigue idonee a insediamenti industriali, ed elabora un Piano degli investimenti da sottoporre al Consiglio dei ministri ai fini della dichiarazione di preminente interesse strategico nazionale e della nomina di un Commissario straordinario. Il Commissario coordina il Piano con gli interventi del Contratto istituzionale di sviluppo per Taranto. Nell'ambito della procedura di cessione, i commissari di ILVA S.p.a. in amministrazione straordinaria possono cedere separatamente o dare in gestione le aree non utilizzate a fini produttivi, a condizione che le relative iniziative siano ricomprese nel Piano.

Ai contratti di sviluppo per gli investimenti ricompresi nel Piano si applica una procedura accelerata. Le imprese beneficiarie si impegnano ad assumere in via prioritaria i lavoratori dell'ex ILVA che percepiscono interventi di sostegno al reddito o che sono stati licenziati nell'ambito di procedure collettive, nonché i lavoratori delle imprese dell'indotto.

CAMPI FLEGREI E PROTEZIONE CIVILE
Piano straordinario per i Campi Flegrei nonché ulteriori disposizioni urgenti di protezione civile (decreto-legge)
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni e del Ministro per la protezione civile e le politiche del mare Nello Musumeci, ha approvato un decreto-legge che introduce un Piano straordinario per fronteggiare gli effetti dell'evoluzione del fenomeno bradisismico nell'area dei Campi Flegrei, nonché ulteriori disposizioni urgenti di protezione civile.

Il Presidente della Regione Campania è nominato, fino al 31 dicembre 2036, Commissario straordinario per gli interventi nell'area dei Campi Flegrei, con competenza sui territori dei comuni di Bacoli, Napoli, Pozzuoli e Monte di Procida. Il Commissario, che si avvarrà di un'apposita struttura di supporto e può operare anche mediante ordinanze, subentra, a decorrere dal sesto mese successivo all'entrata in vigore del decreto, nelle funzioni del Commissario straordinario per l'attuazione degli interventi pubblici nell'area dei Campi Flegrei, nonché, secondo le modalità stabilite con propria ordinanza, nelle funzioni della Regione Campania e dei comuni interessati.

Sono istituiti due fondi, ciascuno con una dotazione di 50 milioni di euro annui per dieci anni, destinati rispettivamente alla riduzione della vulnerabilità sismica, alla riparazione e alla riqualificazione sismica del patrimonio edilizio privato e del patrimonio edilizio pubblico, delle infrastrutture e dei servizi pubblici. Inoltre, il Commissario potrà disporre la concessione di contributi per l'assistenza e il sostegno alle famiglie e alle imprese, nei limiti delle risorse specificamente destinate a tale finalità.

È istituita la Conferenza permanente per l'area dei Campi Flegrei, presieduta dal Commissario, che esprime parere obbligatorio e vincolante sugli strumenti urbanistici attuativi dei comuni e approva i progetti degli interventi pubblici. Nei comuni interessati, gli strumenti urbanistici possono prevedere nuovo consumo di suolo soltanto in casi eccezionali e adeguatamente motivati, legati in particolare alla riduzione del rischio, alla protezione civile e alla fornitura di servizi essenziali, e solo se è dimostrata l'impossibilità tecnica ed economica di riqualificare aree già edificate.

Per gli edifici privati con almeno un'abitazione principale, danneggiati e sgomberati in conseguenza di eventi sismici successivi all'entrata in vigore del decreto, il Consiglio dei ministri individua annualmente le risorse da destinare ai contributi per la riparazione e la riqualificazione sismica, che non concorrono alla formazione del reddito imponibile e sono soggetti a controlli a campione. Per accelerare il rientro delle famiglie, i comuni definiscono con priorità e in tempi certi le domande di sanatoria e di condono pendenti; il contributo è concesso solo dopo la loro conclusione positiva e gli oneri della sanatoria restano a carico degli interessati. È disciplinata, inoltre, la delocalizzazione volontaria, con l'acquisto di aree o di immobili alternativi, da attuare in via prioritaria nelle zone più esposte al rischio.

Per la riparazione dei danni lievi e il rapido ripristino dell'agibilità delle abitazioni principali sgomberate a Bacoli, Monte di Procida, Napoli e Pozzuoli, è previsto un contributo fino a 30.000 euro per ciascuna unità immobiliare e per le parti comuni degli edifici, con domande da presentare entro il 31 dicembre 2026. Il contributo per l'autonoma sistemazione dei nuclei familiari è esteso alle abitazioni sgomberate fino al 30 settembre 2026. È autorizzata la delocalizzazione del complesso di edilizia residenziale pubblica di Via Coste d'Agnano - Solfatara, a Pozzuoli, con una spesa di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028 e di 10,078 milioni di euro per il 2029. Il contributo per la riduzione della vulnerabilità sismica delle abitazioni principali è elevato fino al 100 per cento del costo per i nuclei familiari con reddito inferiore a 28.000 euro.

Per il patrimonio pubblico, il Commissario predispone un programma pluriennale di riparazione e riqualificazione sismica, con priorità per le scuole e le università, per gli edifici destinati a servizi pubblici essenziali, per l'edilizia residenziale pubblica e per gli edifici che ospitano minori, detenuti o persone con disabilità. Per il ripristino e la riduzione della vulnerabilità sismica delle chiese e degli edifici di culto sono stanziati 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028.

In favore dei soggetti residenti o con sede in immobili sgomberati, o per i quali è stata richiesta la verifica di agibilità, in conseguenza degli eventi del 31 luglio e del 1° agosto 2026, sono sospesi, dal 31 luglio al 30 novembre 2026, i termini dei versamenti tributari, degli adempimenti e dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria, nonché dei versamenti derivanti da cartelle di pagamento e da atti di accertamento esecutivi. Fino al 31 dicembre 2027 è sospeso il pagamento delle rate dei mutui e dei finanziamenti relativi alle abitazioni principali sgomberate e agli immobili delle attività economiche e professionali. I contratti di locazione delle abitazioni principali situate nella zona di intervento, in scadenza tra il 1° ottobre 2026 e il 30 ottobre 2027, sono prorogati di due anni per i conduttori con reddito inferiore a 28.000 euro, salvo indifferibili esigenze del locatore.

Il decreto reca, infine, ulteriori disposizioni di protezione civile. È prorogata fino al 31 marzo 2027 la gestione commissariale per la ricostruzione nei territori dell'Emilia Romagna, delle Marche e della Toscana colpiti dagli eventi alluvionali del 2023 e del 2024. Le strutture emergenziali realizzate dopo il sisma del 2016 sono trasferite a titolo gratuito ai comuni, che potranno renderle permanenti. È prorogato al 31 dicembre 2027 il termine per il completamento delle attività del Commissario straordinario per la gestione dei materiali acquisiti durante l'emergenza da Covid-19. Nel comune di Niscemi è previsto un contributo per la delocalizzazione e la riattivazione delle attività economiche e produttive interessate dai dissesti, anche se esercitate in immobili non di proprietà.

Redazione

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