Il ministro per la Pubblica amministrazione all'iniziativa di Formiche "Capitale umano, valore pubblico. Formare per innovare la PA", presso l'Enciclopedia Italiana Treccani
"Il punto di partenza è il capitale umano: l'unico fattore su cui dobbiamo puntare per far crescere le nostre organizzazioni e offrire servizi sempre più efficienti agli utenti, cittadini e imprese". Lo ha dichiarato il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, intervenendo oggi all'iniziativa "Capitale umano, valore pubblico. Formare per innovare la PA", promossa da Formiche presso l'Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani.
Nel suo intervento, il ministro ha sottolineato come la trasformazione della Pubblica amministrazione passi innanzitutto dalla valorizzazione delle persone. "Non si tratta più di numeri, ma di persone di cui prenderci cura, valorizzare, capire i punti di forza e di debolezza".
Zangrillo ha quindi richiamato i risultati raggiunti sul fronte del reclutamento, ricordando l'inversione di tendenza dopo anni di blocco del turnover: "Negli ultimi tre anni sono state assunte oltre 600mila persone, un processo reso possibile anche grazie al portale inPA, divenuto l'unica porta di accesso alla Pubblica amministrazione, che conta circa 3 milioni di utenti registrati, più della metà dei quali under 40".
Nel corso dell'incontro, è stata ribadita la centralità degli strumenti e dei percorsi di formazione promossi dal Dipartimento della funzione pubblica, a partire dalla piattaforma Syllabus, insieme ai Poli formativi territoriali, ai programmi di alta formazione "Essere PA" e "Leadership e performance" e al progetto PerFormaPA. Tutte iniziative che hanno consentito di passare da una media di appena 6 ore annue di formazione per dipendente a circa 40 ore, rafforzando competenze, capacità manageriali e leadership all'interno delle amministrazioni.
Zangrillo ha infine ricordato il disegno di legge sul merito, approvato alla Camera e ora all'esame del Senato, che introduce per la prima volta nel settore pubblico percorsi di carriera e di crescita attraverso la valutazione dei risultati raggiunti sul campo e delle capacità acquisite. "Saremo proprio noi, con i nostri comportamenti e le nostre azioni quotidiane, a disegnare il futuro delle amministrazioni, mettendo a terra iniziative e progetti concreti per farli camminare sulle gambe delle nostre persone", ha concluso il ministro.
Redazione