Dividendi e plusvalenze: cosa cambia davvero con la Legge di Bilancio 2026. Intervista ad Angelo Ruggiero

Dividendi e plusvalenze: cosa cambia davvero con la Legge di Bilancio 2026. Intervista ad Angelo Ruggiero

Professore Ruggiero, partiamo dall'inizio: cosa ha fatto concretamente la Legge di Bilancio 2026?
La Legge di Bilancio 2026 è intervenuta in modo mirato sulla tassazione di dividendi e plusvalenze, rivedendo alcuni meccanismi che per anni erano stati dati per scontati. Non ha abolito i benefici fiscali, ma ne ha ristretto l'accesso, rendendo centrali criteri come il valore della partecipazione, la durata del possesso e la sequenza delle operazioni.
Perché si parla di "stretta fiscale"?
Perché il legislatore ha voluto ridurre l'uso automatico di regimi agevolati. In passato bastava spesso "rientrare nella norma", oggi occorre dimostrare una coerenza sostanziale tra investimento, struttura societaria e risultato economico. È una stretta selettiva, non punitiva.
Qual è l'impatto più immediato per imprese e soci?
L'impatto più immediato è finanziario, prima ancora che fiscale. Alcune plusvalenze non sono più rateizzabili come in passato e questo significa imposte da pagare subito. Un'operazione che genera utili sulla carta può creare tensioni di cassa se non è stata programmata correttamente.
La participation exemption resta uno strumento centrale?
Sì, ma oggi la PEX va letta come uno strumento di pianificazione, non come una scorciatoia fiscale. Conta quando si acquisisce la partecipazione, come si struttura il gruppo, quale partecipazione viene ceduta per prima. La tempistica è diventata decisiva.
Quindi pianificare è diventato più complesso?
È diventato più consapevole. Pianificare non significa più inseguire il minor carico fiscale possibile, ma valutare l'impatto complessivo delle scelte sull'azienda: equilibrio economico, solidità patrimoniale e sostenibilità finanziaria.
Che messaggio lascia la Legge di Bilancio 2026?
Che la fiscalità non è un compartimento stagno. Le decisioni su dividendi e plusvalenze vanno pensate prima, non corrette dopo. La legge non scoraggia la pianificazione, ma premia chi la fa bene.


Redazione PrimaPagina

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