Dopo i terribili fatti di Torino, avvenuti nel corteo di Askatasuna, e le violenze dei giovani che hanno messo a ferro e fuoco la città fino ad aggredire con un martello un poliziotto tanto brutalmente da fargli rischiare la vita, Giorgia Meloni rilancia sulla sicurezza e il governo punta a varare un decreto e un disegno di legge al più presto. Attesa dunque per il nuovo pacchetto Sicurezza che dovrebbe arrivare nel Cdm di giovedì, salvo imprevisti. Dell'aspetto tecnico delle misure se ne stanno occupando i giuristi, di concerto con il sottosegretario Alfredo Mantovano e il ministro della Giustizia Carlo Nordio, un lavoro di cesellatura per affinare ogni singolo testo ed evitare eventuali bocciature da parte del Quirinale. Intanto Il premier Meloni continua a sollecitare la collaborazione delle opposizione: "Serve chiarezza da parte di tutti e un impegno comune, che è quello che io ho proposto. Ho ascoltato la segretaria del Pd dire che le istituzioni devono essere unite. Speriamo". Intanto alla Camera, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi non fa sconti alla sinistra, mettendo in risalto le connivenze e le ipocrisie dell'opposizione. Piantedosi in Aula ha parlato chiaramente di "dinamiche terroristiche e coperture politiche ben identificabili", sottolineando che chi sfila con i delinquenti offre prospettive di impunità. Non ci stanno le opposizioni, che tornano all'attacco, respingono le accuse e parlano di strumentalizzazione dei fatti di Torino per imporre una svolta autoritaria. Dunque nessuna convergenza da parte della sinistra, che fa fallire anche il tentativo del presidente del Senato Ignazio La Russa, proponente una mediazione su un testo comune "fondato esclusivamente su principi generali, la solidarietà alle forze dell'ordine e la necessità di rafforzarne efficienza e capacità". Stupore da parte della maggioranza che in una nota firmata dai capigruppo di maggioranza al Senato Lucio Malan (FdI), Maurizio Gasparri (FI), Massimiliano Romeo (Lega), e Michaela Biancofiore (Cd'I-UDC-NM-MAIE-CP), ha così commentato l'ostruzionismo della sinistra:
"Manifestiamo stupore per le infondate dichiarazioni dei colleghi dell'opposizione. Nella conferenza dei capigruppo, anche a seguito dell'auspicio di una unità su questi temi tra le forze politiche espresso dal presidente del consiglio Giorgia Meloni, abbiamo dato la massima disponibilità a concordare una risoluzione unitaria basata sulla condanna dell'uso della violenza nelle manifestazioni, e in particolare di quanto è avvenuto a Torino, sulla piena solidarietà agli agenti feriti e a tutti gli appartenenti alle forze dell'ordine, sulla necessità di tutelarli nel loro prezioso lavoro al servizio della sicurezza di tutti e sull'esigenza della legalità anche in odine agli immobili occupati. Non comprendiamo che cosa ci sia di inaccettabile in queste proposte. Del tutto pretestuosa, poi, l'accusa di abbandonare il Sud. Abbiamo anzi offerto all'opposizione di votare a favore della loro proposta che l'informativa del ministro Musumeci fosse trasformata in comunicazioni, con la conseguente possibilità di presentare risoluzioni, congiuntamente a quella di avere comunicazioni sui fatti di Torino. La nostra proposta è stata rifiutata: pertanto, se usassimo la stessa strumentalità dovremmo dire che all'opposizione non interessa tutelare l'ordine pubblico e le forze dell'ordine. Il ministro Musumeci renderà, come concordato nei giorni scorsi, l'informativa sulla situazione di Niscemi e delle aree del Sud recentemente colpite e faremo ogni ulteriore passo a tutela di quelle criticità".
Redazione