L'Aula del Senato ha approvato la riforma costituzionale della Giustizia con 112 voti a favore, 59 contrari e 9 astenuti. Nel dettaglio hanno votato a favore della riforma sulla separazione delle carriere della magistratura i gruppi di maggioranza: Fratelli d'Italia, Forza Italia, Lega e il gruppo di Civici d'Italia-Udc. Hanno votato a favore anche il leader di Azione Carlo Calenda, più due senatori del gruppo delle Autonomie Meihhard Durnwalder e Luigi Spagnolli. Contrari Pd, M5s e Avs, mentre si sono astenuti 7 senatori di Italia Viva tra cui Matteo Renzi, Marco Lombardo di Azione e Pietro Patton delle Autonomie. Quello di oggi 30 ottobre era il quarto e ultimo passaggio parlamentare, come previsto dalla Costituzione. Non c'è stata dunque la maggioranza dei due terzi che avrebbe evitato il referendum costituzionale per il via libera definitivo, ma è una vittoria comunque per il Governo, che ha già avviato la procedura per richiedere la consultazione popolare che si terrà con molta probabilità nella prossima primavera.
"Il prossimo step sarà il referendum, mi auguro che venga mantenuto in termini pacati, razionali e non politicizzati, nell'interesse della politica e soprattutto della magistratura, alla quale mi sento ancora di appartenere", ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, subito dopo il via libera definitivo. Il ministro ha ringraziato il Parlamento ed ha auspicato che il referendum non venga politicizzato: "Bene che la magistratura, come io auspico, esponga tutte le sue ragioni tecniche razionali che possono meditare contro questa riforma, ma per l'amor del cielo non si aggreghi, come effettivamente ha già detto, ammesso, e io lo ringrazio il presidente Parodi, a forze politiche per farne una specie di referendum pro o contro il governo. Questo sarebbe catastrofico per la politica, ma soprattutto per la stessa magistratura".
Soddisfazione da parte del presidente Meloni, che sui social scrive "Oggi, con l'approvazione in quarta e ultima lettura della riforma costituzionale della giustizia, compiamo un passo importante verso un sistema più efficiente, equilibrato e vicino ai cittadini. Un traguardo storico e un impegno concreto mantenuto a favore degli italiani. Governo e Parlamento hanno fatto la loro parte, lavorando con serietà e visione. Ora la parola passerà ai cittadini, che saranno chiamati ad esprimersi attraverso il referendum confermativo. L'Italia prosegue il suo cammino di rinnovamento, per il bene della nazione e dei suoi cittadini. Perché un 'Italia più giusta è anche un'Italia più forte". Il presidente del Consiglio ha inoltre avuto parole per i magistrati in una intervista al TG1: "Non sono d'accordo con l'Anm, ma a memoria non ricordo una volta in cui l'Anm sia stata favorevole a qualsiasi riforma della Giustizia. La loro idea è che tutto va benissimo, ma non è l'idea che abbiamo noi della Giustizia e credo nemmeno i cittadini. Penso che la riforma della Giustizia rappresenti un'occasione storica di avere una giustizia più efficiente e più giusta, sono norme di buon senso; separazione delle carriere, che significa rafforzare la terzietà del giudice, quindi un processo più giusto; Alta Corte disciplinare, che significa che quando un giudice domani dovesse sbagliare, se ne assumerà anche finalmente la responsabilità; sorteggio dei componenti del Csm, che vuol dire liberare la magistratura dalle correnti politicizzate e quindi valorizzare il merito".
Soddisfatti anche i due vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani. Quest' ultimo ha scritto in un post: "Una giornata storica per l'Italia. Una dedica a Silvio Berlusconi e a tutte le vittime di errori giudiziari. Finalmente è arrivato a conclusione il percorso legislativo per la riforma della giustizia. Una giustizia al servizio del cittadino, non contro i magistrati".
Matteo Salvini: "Fuori la politica e le correnti dai tribunali, separazione delle carriere e una giustizia finalmente più veloce ed efficiente. Promessa mantenuta! Ora prepariamoci a vincere il referendum confermativo".
Dure invece le opposizioni che accusano il Presidente del Consiglio di volersi mettere al di sopra della legge. "No ai pieni poteri", il cartello esibito dalle opposizioni durante la seduta. Elly Schlein: "Meloni ha chiarito l'obiettivo di questa riforma: serve a lei e al suo governo per avere le mani libere e a non aver controlli".
"Il suo unico obiettivo è quello di minare e indebolire l'indipendenza e l'autonomia della magistratura per sottoporla al controllo politico del Governo", dichiarano Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni di Avs.
Il leader del M5S Giuseppe Conte parla addirittura di tentativo di scardinare la Costituzione: "Non c'è solo la separazione delle carriere, stanno riformando anche la Corte dei Conti, c'è un disegno di scardinamento della Costituzione per tagliare le unghie alla magistratura e depotenziarla. Vogliono pieni poteri e noi li contrasteremo in ogni modo".
Redazione PrimaPagina