ZES: al MIMS confronto istituzionale con i Commissari sull’attuazione. Bellanova: Prossimo step l'insediamento del tavolo permanente. Innovazione, collaborazione e qualità nei tempi e nei progetti, così le Zes possono diventare un modello per il Sud​

ZES: al MIMS confronto istituzionale con i Commissari sull’attuazione. Bellanova: Prossimo step l'insediamento del tavolo permanente. Innovazione, collaborazione e qualità nei tempi e nei progetti, così le Zes possono diventare un modello per il Sud​

"E' emerso anche oggi: le Zes rappresentano un laboratorio di innovazione, caratterizzato da iter attuativi e procedure che rappresentano una novità assoluta nel panorama amministrativo. Primo tra tutti l'obbligo di impatto ambientale zero dei progetti previsti, cosiddetto DNSH, che i soggetti attuatori sono tenuti a garantire e che consente un'analisi molto più ampia e approfondita degli interventi, e un monitoraggio dei progetti nei tempi richiesti.
Per questo è importante che tutti i Commissari Zes si sentano parte integrante di una comunità operativa strategica per il Mezzogiorno e per ogni territorio in cui le singole Zes operano. In questo modo garanzia della sostenibilità, qualità dei progetti, rispetto dei tempi e qualità nell'attuazione delle opere vanno di pari passo e le Zes possono imporsi come modello di attuazione per l'intero Pnrr. È questa la ragione del confronto istituzionale con i Commissari avviato oggi e che nelle prossime settimane, allargato a tutti i soggetti attuatori, darà vita a un Tavolo permanente qui al Mims sull'attuazione dei progetti, insieme a Ministero del Sud e Agenzia per la Coesione".

Così la Viceministra delle Infrastrutture e Mobilità sostenibili Teresa Bellanova sottolinea l'importanza del confronto con i Commissari Zes, il Ministero del Sud, l'Agenzia per la Coesione territoriale, tenutosi oggi al Mims cui hanno partecipato per il Mims la Vicecapo di Gabinetto Dg Porti dottoressa Maria Teresa di Matteo, il Coordinatore della Struttura Tecnica di Missione Mims professor Giuseppe Catalano, il Coordinatore della Struttura di Monitoraggio, dott. Davide Ciferri, la Consigliera Ministeriale per l'attuazione delle ZES dottoressa Maria Ludovica Agrò. Incontro voluto con forza dalla stessa Bellanova.

"Finalmente, dopo anni di incubazione e inammissibili ritardi, adesso le otto Zone economiche speciali sono ormai a un punto di svolta", dice ancora Bellanova, "lo snodo più delicato, quello che deciderà del futuro e dunque anche della capacità attrattiva delle singole Zes in fatto di investimenti e nuova qualità territoriale legata alla realizzazione delle infrastrutture previste, allo sviluppo delle aree portuali e retroportuali e all'insediamento di nuove attività produttive".

"Quanto ai tempi attuativi", dice ancora Bellanova, "sono stretti e l'anticipo delle risorse previsto è legato a doppio filo alla presentazione tempestiva del cosiddetto DNSH. Per questo, insieme al rapporto costante tra gli Uffici dei due Ministeri, nei mesi scorsi, immediatamente dopo il Decreto congiunto Mims-Sud che ha destinato 630milioni all'intero sistema Zes, con la Direzione generale Porti e la struttura Pnrr del Mims abbiamo creato una struttura di accompagnamento che ha consentito di condividere con quasi tutte le Zes una conoscenza più approfondita dei progetti da realizzare e la possibilità concreta di un'azione collaborativa come condizione essenziale per l'erogazione delle prime tranche di investimento. Quello di oggi è un altro passo in avanti, rilevante per affrontare e risolvere punto per punto le criticità incontrate finora dai Commissari e dai soggetti attuatori e determinante per affermare e rafforzare quella comunità delle Zes di cui parlavo prima, perché sia una comunità strategica e propulsiva per ogni territorio e per il Mezzogiorno.

Affiancare chi ha responsabilità nell'attuazione dei progetti significa venire incontro alle singole esigenze dopo un attento ascolto dei soggetti attuatori
e definire un modello di complementarietà tecnico-istituzionale per garantire qualità della spesa, qualità dell'attuazione, rispetto dei tempi. E' un modello che ritengo e auspico possa divenire di riferimento anche ben oltre il Pnrr per garantire il pieno utilizzo delle risorse destinate al Mezzogiorno. Perché solo così si tradurranno in opportunità, sviluppo territoriale, occasione occupazionale, lavoro. E' il cambio di paradigma", conclude la Viceministra, "che si impone perché i risultati degli investimenti siano tangibili come di sviluppo e rilancio soprattutto per le nuove generazioni".

Redazione

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