TRASPORTO PUBBLICO e TRANSIZIONE ECOLOGICA. Vice ministra Bellanova: "Nelle città intelligenti sostenibilità e mobilità a misura di donne"

TRASPORTO PUBBLICO e TRANSIZIONE ECOLOGICA. Vice ministra Bellanova:

Pianificazione di genere, trasporto pubblico, transizione ecologica: è il legame che la Viceministra alle Infrastrutture e mobilità sostenibili Teresa Bellanova ha voluto sottolineare stamane intervenendo al convegno Seizing the Opportunity for Gender Planning in Public Transit and Accelerating the Ecological Transition: People, Planet, Prosperity.

Passare dalle parole ai fatti, ha evidenziato Bellanova, equivale a "dotarci degli strumenti sufficienti a incidere trasversalmente sull'attuazione del Pnrr e sulla declinazione a partire da una prospettiva di genere di tutti gli altri strumenti a disposizione. Perché in gioco è sì il rilancio del Paese ma soprattutto la nostra capacità di costruire processi realmente partecipati, a partire dalla centralità delle nuove generazioni e delle donne, scardinando dovunque i cancelli chiusi.
E' questa la sfida più forte che dobbiamo affrontare quando parliamo di città delle donne e di città del futuro, sapendo come anche la più intelligente delle città può non essere una città a misura di donne se non si è capaci di guardare ad ogni processo e determinarlo con strumenti adeguati".
Per Bellanova non ci sono dubbi: "Significa affrontare in radice un tema: come evitare nel ripensare le città di ripercorrere e reiterare gli stereotipi della diseguaglianza e della differenza. Per farlo bisogna mettere al centro la vita delle donne e tutti quei fattori che contribuiscono allo sviluppo sostenibile delle città e a promuovere e rafforzare empowerment femminile e contrasto al gender gap. Questo ci impone di ascoltare i fabbisogni che cambiano e di ascoltare le donne, per includere una prospettiva di genere in tutti i processi di urbanizzazione".
Tra i temi affrontati dalla Viceministra anche quello della mobilità urbana.
"La pandemia e, adesso, il tempo che ci vede all'opera", ha detto Bellanova, "ha posto una nuova questione urbana. Ed evidenziato un paradosso: da un lato il ruolo sempre più preponderante delle città come luoghi dello sviluppo, della connessione e del consumo, il che impone grande sapienza e opportuni strumenti per non tradursi nella produzione senza limiti di marginalità e fragilità sociali, ad iniziare dalle donne.
Dall'altro la necessità di decongestionare: le città, le piazze, i trasporti pubblici. Sostenibilità nelle città deve essere innanzitutto una sfida e una scommessa per un'alleanza tra le città e le donne che le abitano. Poter attraversare lo spazio pubblico e poter vivere lo spazio urbano in piena libertà e piena sicurezza non è solo una questione di illuminazione pubblica e/o di organizzazione della mobilità.
Non si garantiscono infatti diritti di cittadinanza in misura uguale agli uomini e alle donne, e anche alle bambine e ai bambini, e alle persone anziane (altro tema che costantemente sottovalutiamo insieme alla solitudine cui spesso è ricacciata questa parte di comunità) se non indichiamo già adesso nuovi modi di abitare e di stare nelle città a partire dai servizi, da un nuovo welfare, dal modo in cui le città sono organizzate per funzionare, anche nella destinazione funzionale delle aree territoriali. Per farlo servono competenze, strumenti, saperi nuovi e innovativi e serve coraggio. Quel coraggio ha assolutamente bisogno della lente di genere per creare una nuova governance attraverso nuovi modelli di pianificazione urbanistica, infrastrutturale, architettonica, dello spazio pubblico, dello spazio abitato. Nuovi modelli con al centro lo sguardo delle donne".

Redazione


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