CONTE PRESENTA IL NUOVO DPCM: Chiusura alle 18 per bar e ristoranti. Stop a cinema, teatri, palestre e piscine

CONTE PRESENTA IL NUOVO DPCM: Chiusura alle 18 per bar e ristoranti. Stop a cinema, teatri, palestre e piscine

Da oggi in vigore le nuove regole valide su tutto il territorio italiano previste dal nuovo Dpcm presentato dal presidente del Consiglio Conte. Chi si aspettava la chiusura delle attività di ristorazione alle 23 è rimasto deluso. Il braccio di ferro con alcuni presidenti di regione non è servito, il premier ha tirato dritto ed ha deciso che la chiusura dovrà avvenire alle 18, questo sino al 23 novembre. Nuove restrizioni dunque che hanno trovato le proteste non solo delle opposizioni, ma anche delle stesse associazioni di categoria, decisamente preoccupate per un settore che sta subendo il maggiore danno economico, causato si dall'emergenza sanitaria, ma soprattutto dalle iniziative governative che in maniera contraddittoria e con interventi a singhiozzo, hanno prima costretto gli operatori ad adeguarsi alle norme igienico-sanitarie, con tutti gli oneri che ne sono conseguiti, ma poi hanno di fatto chiesto ancora sforzi su sforzi, andando a limitare fortemente le capacità lavorative di un intero comparto estremamente importante per il nostro sistema produttivo, introducendo l'anticipazione dell'orario di chiusura degli esercizi. Le attività come: pub, bar, ristoranti, pasticcerie e gelaterie sono consentite dalle 5 alle 18, recita il nuovo decreto. E' vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico; resta consentita senza limiti di orario negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che sono ivi alloggiati. Consentita la ristorazione con consegna a domicilio sino alle ore 24, assoluto divieto di consumazione sul posto e nelle adiacenze. Restano aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento situato lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro. Stessa delusione arriva dal settore dello sport. Chiusura per palestre e piscine. Migliaia di operatori hanno visto vanificare gli sforzi economici e la corsa contro il tempo fatta per ottemperare alla richiesta di un ulteriore adeguamento al protocollo sanitario, sollecitato appena una settimana fa dal premier nella precedente conferenza stampa. I divieti scattano anche per la cultura, considerata "attività non essenziale"; di conseguenza chiusi cinema e teatri, stop agli spettacoli al chiuso e all'aperto. Un duro colpo per gli operatori dello spettacolo che due settimane fa in maniera esemplare erano scesi in piazza a Milano nella manifestazione che tutti ricordiamo anche per l'effetto suggestivo con centinaia di bauli dispiegati, ordinati e composti, in segno di protesta. Misure considerate da molti "sproporzionate", frutto evidentemente di una confusione generale che regna su palazzo Chigi, di un premier che naviga a vista e di un intero governo che ha perso il contatto con la vita reale del Paese.

Elisa Saltarelli

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